Posts Tagged ‘indizi/clues’
Thursday, September 24th, 2009

In questi giorni sto seguendo un master di lezioni dalla B. Le giornate si accorciano, profumo di zuppa, libri di fotografia sparsi per tutta la casa. Che si fa? Ci si addormenta in un tripudio di fusa praticamente ovunque. Non si tratta solo di dormire, no. Piuttosto di uno scientifico stiracchiarsi fino a raggiungere la posizione preferita per poi scivolare trionfanti in un sonno maestoso e sfacciato.
I’m taking a few master lessons these days from the B. Days get shorter and shorter, smell of soup, photography books all around the house: what do you do? Fall asleep in purring jubilation just about anywhere. Not just sleep. Scientifically stretch in your favourite position and triumphantly drift into majestic and brazen sleep.
Tags:. meditation, animali/animals, autunno, bokeh, casa/home, close-up, colore/color, fall, gatto/cat, imparare/learning, indizi/clues, ispirazione/inspiration, la B./the B, Marina Petrillo, meditazione, rest, riposo, sleep, slumber, sonno
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Tuesday, August 18th, 2009

E’ il profumo del campeggio, del sugo, del mare. Da una foglia si levano ogni volta cento misteri.
It’s the smell of camping, tomato sauce, the sea. One leaf is enough to raise a thousand mysteries.
Tags:basilico/basil, bokeh, campeggio/camping, cibo/food, close-up, colore/color, cucina/kitchen, estate/summer, indizi/clues, mare/sea, natura/nature, nostalgia, vacanze/holidays
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Friday, August 14th, 2009

Cercando qualcosa che mi è sfuggito nello specchietto retrovisore.
Searching for something I’ve missed in my rearview mirror.
Tags:colore/color, contemplazione/contemplation, estate/summer, indizi/clues, mappe/maps, New York, riflessi/reflections, specchietto retrovisore/rearview mirror, vacanze/holidays
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Sunday, August 2nd, 2009

sognando luoghi lontani…
dreamin’ of faraway lands…
Tags:animali/animals, casa/home, close-up, colore/color, estate/summer, Francia/France, gatto/cat, indizi/clues, la B./the B, Parigi/Paris, tour Eiffel
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Thursday, July 16th, 2009

Guardate da vicino. C’è qualcosa. Una ragnatela leggera appesa al ramo. Oggi mi hanno detto che negli orti le zucchine si mischiano in silenzio non viste, e ne nascono nuove varietà. Sembra che succedano parecchie cose mentre noi non guardiamo, o mentre crediamo di guardare. Forze segrete agiscono con uno stillicidio di lentezza. Poi d’improvviso, tutto è cambiato.
Look closer. There’s something. A light spiderweb hung on the branch. I was told today that in vegetable patches zucchini silently pair unseen, and new varieties are born. A lot seem to happen while we’re not watching, or we think we’re watching. Secret forces act with painstaking slowness. Suddenly, everything has changed.
Tags:bokeh, close-up, colore/color, estate/summer, forse segrete/secret forces, imparare/learning, indizi/clues, ispirazione/inspiration, look closer, natura/nature, ragnatela/spiderweb
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Wednesday, July 8th, 2009

Leggo piano, mi adatto lentamente, lentamente mi disfo di un’altra pelle.
Reading slowly, slowly adapting, slowly shedding one more skin.
Tags:bokeh, cibo/food, close-up, colore/color, estate/summer, imparare/learning, indizi/clues, libri/books, natura/nature, pelle/skin
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Tuesday, July 7th, 2009

Dio è nei dettagli, diceva Mies van der Rohe, e lo credo fermamente.
God is in the detail, said Mies van der Rohe, and I firmly believe it.
Tags:close-up, colore/color, contemplazione/contemplation, Dio è nei dettagli/God is in the detail, estate/summer, indizi/clues, Mies van der Rohe, pesi per tende/curtain weights
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Monday, July 6th, 2009

Mi sono resa conto di non avervi mai detto com’era andata a finire con l’inaspettata cartuccia di Polaroid 600 che mi aveva trovato il nostro tecnico. Be’, era più che scaduta (diciamo che più che altro era scaduta da dieci anni…) e si era tutta fusa in un unico blocco, molto appiccicoso, molto puzzolente, non se n’è potuto fare niente, salvo questo improbabile “tramonto” che si è formato nell’emulsione. Oggi mi sento parecchio come quel blocchetto, comunque so che passerà domani. In ogni caso, oggi sto diventando un po’ matta per le mie foto. Ho bisogno di un modo per vedere le foto in modo da poter usare le mani (sì, le mani, hai sentito bene, cara era digitale…) per far partire dei progetti. Sapete, tipo spargendo le foto su un tavolo. Spero di trovare un modo di stampare che non mi mandi anzitempo all’ospizio. Spero che l’Impossible Project sarà davvero pronto per l’anno nuovo con una nuova pellicola per la Polaroid. Spero di trovare qualunque sia quello che sto cercando quando faccio le foto. Nel frattempo vi rimando a questa intervista con Kaylynn Deveney - cortesia di Ink on my fingers – la fotografa che ha realizzato il libretto The day-to-day life of Albert Hastings, uno dei miei progetti preferiti di sempre.
I realized I never told you what I had done about the unexpected Pola 600 pack that our tech found for me. Well, it was all more than expired (more like expired ten years ago…) and all stuck in one block, very sticky, very smelly, nothing good came out of it, except this unlikely “sunset” in the emulsion. I feel very much like that block today, but I know it’s going to be okay tomorrow. Anyway, I’m sort of going crazy over my photos today. I need a way to see photos so that I can use my hands (yes, my hands, dear digital age…) to establish projects. You know, like spreading prints on a table. I hope I can find a way to print that doesn’t end me up at the hospice. I hope the Impossible Project is really going to be ready by next year with a new film for Pola. I hope I find whatever it is I am looking for when I take pictures. In the meantime, read this interview with Kaylynn Deveney - courtesy of Ink on my fingers – the photographer who made the small book The day-to-day life of Albert Hastings, one of my favourite projects ever.
Tags:Albert Hastings, bianco e nero/black & white, colore/color, errori/mistakes, fatto a mano/handmade, fotografiadigitale/digitalphotography, imparare/learning, indizi/clues, inizi/beginnings, Ink on my fingers, Kaylynn deveney, Polaroid, Polaroid 600, progetti/projects, stampare/printing, SX-70
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Tuesday, June 30th, 2009

Essendo immersa nei miei pensieri, oggi sul blog mi dedico alle frivolezze, è arrivato il momento di confessarvi un’altra delle mie passioni: non c’è cosa che mi distragga di più di una buona rivista inglese di interior design - ebbene sì, sono patita di case, di mobili e oggetti vintage, e tanto quando rifuggo dalla rigida concezione borghese e mercantile del design di impronta milanese, tanto mi danno molto gusto i giovani designer olandesi, le ironiche capostipiti del nuovo design inglese, qualche francese, qualche brasiliano, sudafricano, giapponese, e una rivista australiana. Perfino nel design di interni si contrappongono realismo e apparenza, divertimento e seriosità, qualità accessibile e rigide separazioni classiste. In generale noi italiani ci prendiamo (e ci prendono) veramente troppo sul serio, e anche questo si vede. Così oggi condivido qualche segretuccio: la mia interior designer preferita è Ilse Crawford, seguono a ruota Emily Chalmers e Jane Cumberbatch, la rivista inglese in assoluto è Elle Decoration Uk, seguita dalla più popolare ma sempre interessante LivingEtc; una rivista australiana da vedere è InsideOut, per la quale lavora Shannon Fricke; la fotografa d’interni più brava per me è Debi Treloar; quanto ai blog, ce n’è da vendere: fra i miei preferiti quello bilingue della giovane turca Alis, quello svedese di Emma, quello americano di Lena. Per ora mi fermo qui, sennò diventa interessante come due maschi che parlano di moto :)
Since today I am absorbed in my own thoughts, i’m going to post about some frivolity: the time has come to confess to you another passion of mine: there is nothing that takes my mind off worries more than a good British interiors magazine – well then, I have a weakness for home interiors and vintage furniture and objects, and as much as I shun the stiff bourgeois and mercantile conception of Milanese design, as much I get a lot of juice from young Dutch designers, ironic progenitors of new British design, some French, Brazilian, South African, Japanese, and one Australian magazine. Even in interior design you get a clash between realism and ostentation, fun and unsmilingness, accessible quality and rigid class divides. Just in general we Italians take ourselves (and they take us) much too seriously, and you can see that too. So today I share some tiny secret: my favourite interior stylist ever is Ilse Crawford, followed up closely by Emily Chalmers and Jane Cumberbatch, the British magazine par excellence is Elle Decoration UK, followed by the more popular but always interesting LivingEtc; an Australian magazine you should see is InsideOut, the one Shannon Fricke works for; the best interiors photographer to me is Debi Treloar; as far as blogs, there’s plenty: among my favourites the bilingual one of young Turkish Alis, the Swedish one by Emma, and Lena’s one from the States. Now I’ll stop, else it turns interesting as a boys conversation about motorbikes :)
Tags:A mad tea party With Alis, calendario/calendar, casa/home, close-up, colore/color, Debi Treloar, design d'interni/interior design, Elle Decoration UK, Emily Chalmers, Emma.se, Enzo Mari, Ilse Crawford, indizi/clues, InsideOut, ispirazione/inspiration, Jane Cumberbatch, Lena Corwin, LivingEtc, Milano/Milan, progetti/projects, riviste/magazines, Shannon Fricke
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Wednesday, May 27th, 2009

Al matrimonio mi sono infilata nella stupenda mostra di video di Tacita Dean, il caldo torrido rendeva ancora più credibili i rumori dei vecchi proiettori nelle sale dai soffitti affrescati altrimenti vuote, nel buio assoluto. Tacita Dean è la maestra della lentezza – ci sono segreti intrappolati nelle crepe del nostro tempo se solo rallentiamo abbastanza da vederle. Questo è il vecchio coreografo Merce Cunningham che danza (da fermo) sulla (silenziosa) “4′33”” di John Cage. Avrei bisogno di fare come lui.
While at the wedding, I sneaked into the beautiful exhibition of videos by Tacita Dean, the heat made the noise of projectors all the more believable in the otherwise empty rooms with frescoed ceilings, in absolute dark. She’s the master of slow – secrets are trapped in the cracks of our time if we only slow down enough to observe. This is old coreographer Merce Cunnigham dancing (still) to John Cage’s (silent) ”4′33””. I’d need to do the same.
Tags:buio/dark, colore/color, contemplazione/contemplation, fatto a mano/handmade, indizi/clues, ispirazione/inspiration, John Cage, Merce Cunningham, mostra/exhibition, Palazzo Dugnani, progetti/projects, Tacita Dean
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