Alaa

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(fotografia di Ahdaf Soueif)

“E’ arrivato l’inverno”, scrive Omar Robert Hamilton davanti alla pericolosa indifferenza che circonda questa volta la detenzione di suo cugino Alaa Abd El Fattah, blogger e attivista simbolo della rivoluzione egiziana. Non si tratta solo di simboli. Il coraggio personale e la limpidezza morale di Alaa sono stati, e sono, fra le cose che più mi hanno trasformato in questi tre anni. Quando mi sembra che non ci sia nulla che posso fare, l’unico modo che conosco per reagire è scrivere, o tradurre per gli altri ciò che qualcun altro ha scritto. Perciò ho tradotto l’articolo di Omar e lo trovate qui.

rosso/red

plastic tape

Sono assorta da giorni a coprire e seguire la rivolta al Cairo su Twitter. Oggi ho visto come il blogger Wael Ghonim ha risposto a un giornalista straniero nella folla di piazza Tahrir quando gli ha chiesto in inglese fino a che punto i manifestanti sono disposti ad arrivare. Wael era stremato dopo 12 giorni passati prigioniero e bendato, ma i suoi occhi neri sono cambiati di colpo. Ha guardato il reporter e ha detto: “ricordatevi che faremo quello che dobbiamo fare”. Mi domando cosa sia scomparso dai nostri, di occhi neri.

I’ve been engulfed in covering and following the revolt in Cairo via Twitter for days. Today I saw the way blogger Wael Ghonim in the crowd in Tahrir square has answered to a foreign journalist asking a question in English about how far they are willing to go. He was wrecked after 12 days spent blindfolded in prison, but his black eyes suddenly changed. He looked at the reporter and said “remember, we will do what we have to do”. I wonder what has disappeared from OUR black eyes.