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sulla soglia/on the doorstep

the Blue Stove doorstep

(un posto che quest’anno mi ha reso davvero felice/a place that really made me happy this year)

Stamattina mi sono svegliata col peso del decennio sulle spalle. A ben guardare, è incredibile quante cose sappia adesso che dieci anni fa non sapevo. Cinque persone fondamentali della mia vita nel frattempo sono morte, e sono nati dieci bambini. La cosa più importante in assoluto che ho imparato è a confidare nelle sorprese e a non risparmiarmi, perché c’è sempre dell’altro. Il 2009 in particolare è stato l’anno più denso di esperienze per me di tutti questi ultimi dieci anni. Come potrebbe essere altrimenti, con 2 viaggi a New York, aver scritto il mio libro, tanto amore e tempesta e lotta con le mie paure, incredibili nuovi amici, nuove profondità, una nuova trasmissione, una nuova macchina fotografica, diventare una blogger, un grande anno di tour di B., niente denaro ma la scoperta di incredibili ricchezze in tutti i miei cassetti segreti. Più di ogni altra cosa, questo è stato l’anno della sua morte. Ha incendiato la pianura, non è rimasto più niente, e io mi sono messa in testa di coltivarla. Manterrò la mia promessa. Auguro a tutti un anno dolce, forte, che valga la pena. E ne vale sempre la pena.

Ps: la B augura a tutti un anno pieno di coccole e di tonno :)

I woke up today with the weight of the decade on my shoulders. At a closer look, how many things I know now that I didn’t know ten years ago, it’s astonishing. Five crucial people in my life have since died, and ten babies were born. The most important thing I have learnt is to trust in surprises and not to spare myself, there is always more and more. 2009 in particular has been the single most experiences-packed year of this decade for me, what with 2 trips to New York, writing my book, a lot of love and turmoil, fighting of fears, incredible new friends, new depths, a new program, a new camera, becoming a blogger, a great year with B touring, no money at all but incredible riches found in all of my secret drawers. Most of all, this was the year of his death. It set fire to the prairie, nothing was left, and I have set myself to farm it. I am going to keep my promise. I wish you all a sweet, strong, worthwile new year. And it is always worthwhile.

ps the B wishes you all a year full of cuddling and tuna :)

pps mi prendo una piccola pausa nei post, torno l’11 gennaio!/I’m taking a short break in blogging, back on Jan 11th!

4 Responses to “sulla soglia/on the doorstep”

  1. Eloisa Says:

    Questo blog è stato segnalato su “Cassandra”:

    http://www.lacassandra.wordpress.com

  2. Paolo Says:

    Molto intenso questo post. Questo voltarsi indietro e fare esercizio di memoria per poi guardare avanti. Mi piace non trovare un bilancio. In questi casi per me i bilanci non funzionano. Vengo da una famiglia di ragionieri. Faccio i conti tutte le mattine; e c’è una parte della realtà che deve quadrare. L’ho imparato. Ma c’è una altra parte in cui ho imparato a non tenere i conti. Per estensione si vorrebbe presupporre una contabilità dell’amore. Tanto do, tanto ricevo: sembra normale. Ma è un errore di traslazione. Non è così. Combatto tutti i giorni con le mie pretese verso chi mi sta accanto, con le cose che mi circondano e gli eventi che accadono. E le aspettative mi fregano sempre. Per cui apprezzo molto questo approccio fiducioso. Del metterci il cuore giorno per giorno; che già questa è una buona notizia. Che so dove voglio andare ma vediamo come si mette. Sto cercando delle definizioni. Non è fatalismo; non è una rinuncia o una semplificazione. Forse è capire che non tutto dipende da te e c’è del buono anche in quel che accade. Questo mi aiuta molto a reggere i tradimenti che ricevo; a ricostruire dopo i crolli; a spendere parole e parole e ricevere silenzi. Un po’ come nell’ultima lettera di Stieg Larson; aveva da lavorare e poi la sera i suoi romanzi. Non era uno da bilanci. Un grande.

  3. marina Says:

    grazie per tutto quello che hai scritto. Mi sa che la parola che ci manca, perché forse ne abbiamo paura, è “affidarsi”. Sto facendo esercizio ma è difficile. Però, è anche l’unica cosa che fa tornare i conti non numerici, che porta le sorprese, che ci spinge ad affacciarci su misteri che altrimenti non incontreremmo mai. Il contrario del controllo, che non funzionava tanto bene comunque :)

  4. paolo Says:

    Si, le sorprese; concordo anche sull’affidarsi [non osavo tanto!]

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