tornata dalla Luna/back from the Moon
(foto di/photo by A.M.Saddler)
E’ bello essere a casa, o, come l’ha messa Bruce nel New Jersey, “è bello giocare in cortile” :) La B è così felice che si arrampica dappertutto, me compresa, e mentre ero via ha finito di mettere la pelliccetta dell’inverno. Ho visto un artista straordinario concentrarsi sulle performance negli stadi a sessant’anni come se fossero club a venticinque. “Racing in the streets” ci ha lasciato in lacrime come neonati, “Adam raised a Cain” è stata di una profondità terrorizzante, e insieme a questo, la più gioiosa musica da festa che si possa immaginare. Ho osservato intensamente Bruce lavorarsi la folla di casa, modesto e orgoglioso allo stesso tempo, e parlare a favore dell’assistenza sanitaria per tutti la sera che la riforma proposta da Obama è stata respinta al Senato, mentre stormi a freccia di oche canadesi e aerei diretti a Newark volavano sopra il Giants Stadium in serate sia gelide che profumate di mare, fra le paludi del New Jersey afflitto dalla recessione. Ho passato un po’ di tempo con cari amici, fatto un picnic sotto la pioggia a Bryant Park, chiacchierato con incredibili giocatori di scacchi professionisti e senzatetto di Washington Square Park, percorso in lungo e in largo la metropolitana, saccheggiato lo Strand, visto i provini di The Americans di Robert Frank, e ammirato la gentilezza complessiva di New York a confronto con come stiamo vivendo qui nelle città. Non ho ancora guardato le foto, le posterò nei prossimi giorni. Voglio continuare ad assaporare ogni minuto del mio viaggio sulla Luna prima di tuffarmi nell’ultima stesura del mio libro. Ancora col jet-lag, stamattina ho cominciato il mio nuovo programma – si chiama “Alaska” e spero che vi offrirà dei bei vagabondaggi nelle letture dei blog.
It’s good to be home, or, as Bruce put it in New Jersey, “it’s nice to be playing in my backyard” :) The B is so happy that he climbs everywhere, including me, and while I was away he has completed putting on his winter fur. I have seen a tremendous artist focusing on stadium performances at 60 as if they were club venues played at 25. “Racing in the streets” left us all crying like babies, ”Adam raised a Cain” was scarily scarily deep, and along with that, the happiest energetic party music. I have intensely observed Bruce working his home crowd, humbled and proud at the same time, speaking pro-health care for all on the day that the Obama proposed reform was rejected by Senate, while wild geese arrow flocks and Newark-bound planes flew over Giants Stadium on nights both chilly and sea-smelling, amongst the meadows of recession-stricken New Jersey. I have spent time with beautiful friends, picnic-ed in Bryant Park under the rain, had the most amazing conversations with professional chess players and homeless people in Washington Square Park, travelled the subway up and down, runsacked the Strand bookstore, seen Robert Frank’s contact sheets for The Americans, all in all admired New York kindness if compared to how we currently live in our cities here. I haven’t had a look at the photos yet, I’m going to post them in the next few days. I still want to savour every minute of my journey to the Moon before plunging into the last draft of my book. Still jet-lagged, started my new radio program today – it is called “Alaska” and will hopefully bring you some nice detours in blog-reading.




October 6th, 2009 at 8:56 pm
Wow, quante cose sei riuscita a fare! Non avevo dubbi. Bentornata!
October 7th, 2009 at 9:48 pm
Marina, bentornata! e grazie per la nuova trasmissione
October 8th, 2009 at 10:46 am
Ciao e Bentornata ! :-)
con il tuo post hai acuito la struggente nostalgia di NY che mi trascino da quando sono tornata a casa un mese fa.. ci sono rimasta 3 settimane e ancora mi stupisco di come io riesca a sopravvivere qui dopo aver vissuto al centro dell’energia del mondo.
mi mancano terribilmente il caldo infernale della metro, le seggioline da cui guardare per ore i giocatori di scacchi dopo il silenzio perfetto della Public Library, i morbidi e sublimi pancakes, le contraddizioni di una città che amo e che a volte fa male, come la passione di un amante..
e mi manca l’infinita gentilezza della gente per strada, sempre di fretta ma sempre pronta a dedicarti del tempo se chiedi aiuto; qui fatico a trovarla.
grazie per i tuoi bei post, quando uscirà il libro? la curiosità comincia ad incalzare ;-))
October 8th, 2009 at 3:26 pm
mi hai fatto venire da piangere :)