viaggio nel tempo/time travel
Piove da tre giorni, e piovono anche guai. Ma ho finito le note e la bibliografia del mio libro, ho cominciato a pianificare la mia nuova trasmissione alla radio (di più in seguito) e sto lavorando a diversi piccoli progetti; uno di questi riguarda le vecchie cabine per fototessera di NY. Questo ha comportato una rivelazione: è un po’ come se avessi quest’idea di New York come di un posto dove si trova tutto ciò che è andato perduto, o forse è solo come viaggiare nel tempo: c’è questo luogo dove posso sempre tornare in cui tante cose vecchie che amo – l’immaginario americano, il rock, il jazz, la letteratura del Ventesimo secolo – sono ancora vive e respirano. Un po’ mi aspetto anche di ritrovarci la me stessa in lutto di sei mesi fa. E’ come un sito archeologico, dove ho il permesso di visitare i miei più sontuosi fantasmi.
It’s been raining for the last three days, and also raining nuisances. But I have completed footnotes and bibliography for my book, I have started planning my new radio program (more to come) and I am currently working on different tiny projects, one of which involves old film photo booths in NYC. This is revealing. It looks like I have this idea of New York as a place where everything that is lost can be found, or maybe it’s just time travel to me: there’s this place I can always go back to where all of the old things I love – Americana, rock, jazz, 20th century literature – are still alive and breathing. I half expect to find my grieving self of six months ago too. It’s like an archaeologic site, where I am allowed to visit my most magnificent ghosts.

