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fatto!/it’s done!

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Non è stata esattamente una vacanza, ma ha funzionato per farmi finire gli ultimi capitoli del mio libro. Non mi ero mai sentita così piena di energia e risoluta a procedere nonostante il caldo e alcune parti veramente ingarbugliate. E’ come se il libro avesse cominciato a rotolare a valle da solo e io non avessi che da seguirlo. Gli amici hanno brindato, è stato bello. Adesso sono alla terza stesura, che significa cesellare parecchio e tagliare circa il 40% di quello che ho scritto. Ma è una bella sensazione. Oggi torno alla vita reale –  con un dubbio che mi assilla, su cosa poi sia reale e cosa no.

It wasn’t exactly holidaying, but it was good enough to finish the last chapters of my book. Never before I have felt so full of energy and resolute and kept going so easily, despite the heat and some parts being really jumbled. The book just kind of snowballed and I only had to follow it. There were a lot of toasts from friends, it felt nice. I am now into Draft 3, which means a lot of polishing and cutting almost 40% of what I’ve written. But it just feels good. I’m now back to real life - actually with a nagging doubt about what’s real and what’s not.

3 Responses to “fatto!/it’s done!”

  1. ale Says:

    Complimenti!! Da semplice lettore son spesso assalito dallo stesso dubbio (immagino quanto più intenso e pressante sia stando dall’altra parte della pagina!). Le parole…”un corpo così sottile, ma un potere sovrano…” scriveva Gorgia più di duemila anni fa; la loro potenza creativa che tesse la trama multimforme del nostro scorrere, del nostro senitre, del nostro pensare, diviene tanto più insondabile e spiazzante, quanto più appagante, quando si esprime nella pagina scritta.
    Quei mucchietti di fogli stesi e allineati con cura mi suscitano una gran curiosità…

  2. marina Says:

    una cosa ho imparato: quando scrivi tu CREDI di cambiare le parole, ma in realtà sono loro che cambiano te :))

  3. ale Says:

    E’ una questione abissale, ma credo proprio di essere d’accordo con te! Visto che più sopra parli di crinali e strade, mi vien da paragonare le parole a sentieri: quando ne sscegliamo, o meglio, incontriamo uno, è lui a guidarci e a delineare il nostro percorso, fino al successivo, che ci darà un ulteriore prospettiva; e così via, in un gioco di scoperta che non conosce sosta.

    Grazie Marina per i pensieri, immagini, spunti e suggestioni che regzli, ti leggo sempre con estremo interesse e piacere.

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