finché c’è tonno nella ciotola/as long as there’s tuna in the bowl
Il capitolo 6 si è rivelato, più che un capitolo, la lista di un ubriaco, manca tutta la ciccia e bisogna mettercela, e per di più non è nemmeno un capitolo trascurabile. Be’, l’ho spezzato in pezzi più piccoli, in quello che sta diventando un’abitudine, e ho cominciato a svilupparlo. Qualunque cosa succeda, almeno posso dire che sto imparando qualcosa sulla scrittura. Adesso so cosa intende Anne Lamott quando dice che ci sono momenti dopo la prima stesura in cui cominci ad avere il terrore di essere investito da una macchina per paura che qualcuno che conosci la trovi e scopra che imbecille fossi. Un’altra cosa che sto cominciando a trovare interessante è che il libro finisce per parlare di varie fasi di recessione: gli anni Trenta, gli anni Ottanta, e naturalmente, Adesso. L’Adesso mi trova particolarmente attenta, visto che qui la recessione sta colpendo duro e devo darmi da fare per sopravvivere. La B non sembra accorgersi della crisi familiare. Finché c’è tonno nella ciotola, tesoro :)
Chapter 6 turns out to be more of a drunken list than a chapter, all the flesh is missing and has yet to be put on, and what’s more, it’s not even an unimportant chapter. Well, I broke it down into small chunks in what is now becoming the usual way and started fleshing it up. Whatever happens, at least I can say I am learning something about writing. I know now what Anne Lamott means when she says there’s stages after the first draft when you get terrified of being run down by a car least somebody you know should find the manuscript and find out what a complete jerk you were. Another thing I’m starting to find interesting is that much of the book ends up dealing with different phases of recession: the Thirties, the Eighties, and of course, the Now. The Now finds me particularly fine-tuned, since recession is hitting big here and I’m struggling to make ends meet. The B doesn’t seem to notice our household crisis. As long as there’s tuna in the bowl, honey :)




May 13th, 2009 at 2:34 pm
Cerca assolutamente Wendy and Lucy di Kelly Reinhardt in DVD Marina. Grandissima pellicola sulla crisi uscito in America in questi mesi: la storia di una ragazza disoccupata che deve trovare una soluzione perche’ non puo’ piu’ sfamare il suo cane. Credo che Mauro ti confermera’ che Kelly Reichardt e’ la piu’ talentuosa giovane regista indie americana dell’ultima generazione. Consigliatissimo anche Old Joy, il suo film precedente, con Will Oldham (santo patrono di Engadina Calling) protagonista.
May 13th, 2009 at 4:45 pm
ne avevo letto sul tuo blog e mi aveva già incuriosito :) ma non è tristissimo?
May 14th, 2009 at 11:42 am
Riflette l’umore generale di questi tempi… Apre gli occhi su un sacco di cose che rifiutiamo di guardare, e ci costringe a prenderne coscienza. Chi conosce l’affetto incondizionato dei nostri amici animali esce dal cinema devastato.
May 14th, 2009 at 3:05 pm
allora non credo di farcela :)