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piccole cose/small things

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Questa è la mia Mole Sister, la miglior amica che si possa avere al mondo, e oggi voglio proprio mandarle un abbraccio. Mai come guardando questa sua foto mi rendo conto dei limiti che la discrezione impone nei blog, almeno in quasi tutti quelli individuali, popolati come sono (e lo diventerà presto anche questo!) di mani, schiene, nuche, gomiti e piedi, invece che di volti come il ritratto vero e proprio vorrebbe. Ma a me sembra che ci sia in questo una certa dolcezza. Prima di tutto quella di proteggere gli innocenti – a dimostrazione di come il blog, anche il più sincero, sia sempre una creazione di fiction – ma anche quella di cogliere negli scorci, nei dettagli, nei piccoli gesti, un po’ del carattere delle persone. Questa, in fondo, è proprio la mia Mole Sister quando ci mettiamo una di fronte all’altra a raccontarci e a discutere, letteralmente sedute al tavolo di cucina. E questo mi porta a un’altra riflessione. Quasi tutti i blog che amo di più, soprattutto quelli realizzati da donne, sono spiccatamente intimi sia negli scritti che nelle fotografie. Non si tratta solo, credo, del fatto che da sempre le donne sono state costrette a coltivare di più la dimensione della casa, del nido, delle cure quotidiane, ma anche del fatto che molte di queste donne – artiste, artigiane, autrici – lavorano a casa e postano da casa, e anche per proteggere gli innocenti provano a evocare la loro vita, i loro amori, i loro viaggi attraverso il ritratto degli oggetti, del cibo, dei rituali domestici. Al gusto di alcune credo non sia estraneo neanche il fatto che le donne sono state sottoposte a tanti anni di fotografia pubblicitaria incentrata sui piccoli oggetti, i gioielli, i dettagli del trucco, gli still-life di cucina. Sia come sia, mi sento molto vicina alle esplorazioni di tante di loro, e trovo che legandosi uno all’altro formino una catena di idee, di sensibilità, di preoccupazioni e di sogni che travalica le nazionalità, il mestiere, la lingua. Oggi voglio segnalarvi che Abby ha ricevuto della pellicola Polaroid per Natale, che Amanda non ne ha più ma fa sempre cose bellissime, che Susannah ha una storia impressionante e di sicuro sa fotografare. E ogni giorno trovo qualcosa di nuovo, come il blog di Sprink dall’Inghilterra, e la nuova impresa di habit, a proposito di piccoli fatti domestici. Che rapporto avete con le piccole cose?

This is my Mole Sister, the best friend one can have in the world, and today I just want to send her a hug. Looking at this picture of her it is clearer to me than ever how big are the limits that discretion imposes on blogs, especially the very personal ones, full as they are (and this one will get like that very soon!) of hands, backs, napes, elbows and feet, as opposed to faces, like proper portraits prescribe. But it seems to me that there’s a certain sweetness in that. First of all the sweetness of protecting the innocents – showing how even the sincerest of blogs at the end of the day is a fictional creation – but also the sweetness of catching a bit of the character of people in glimpses, details, small gestures. This is, in the end, exactly my Mole Sister sitting in front of me while we tell each other stories, literally sitting at the kitchen table. And this brings me to another thought. Almost all the blogs I love the most, especially the ones by women, are markedly intimate both in writing and photographs. I don’t think this is only because women were always forced to cultivate more the realm of the house, the nest, the daily care, but also because many of these women – artists, craftswomen, authors – work and post from home, and that again to protect the innocents they try to conjure up their lives, their loves, their travels through the portrait of objects, food, domestic rituals. I guess it is also not irrelevant that women in general have been subject to many years of commercial photography based on small objects, jewels, make-up details, food still-lives. Whatever that is, I feel very close to their explorations, and I find that they form a chain of ideas, perceptions, dreams and worries that transcend nationality, job, language. Today I want to tell you that Abby got Polaroid film for Christmas, that Amanda ran out of it but still she’s doing great stuff, and that Susannah has an incredible history and sure she can take a picture. Every day I find something new, like Sprink from England, and the new habit enterprise. What relationship do you have with small things?

2 Responses to “piccole cose/small things”

  1. mole sister Says:

    le piccole cose portano spesso grandi conseguenze, possono infondere forza sovrumana, nuova speranza, un ampio sorriso. il tuo pensiero di oggi ha compensato una notte insonne, e ben si sposa con il piccolo vaso contenente due gerbere rosse che ora troneggia sul tavolo della cucina, lo stesso delle lunghe chiacchierate. e ogni volta che lo guardo, genera un vasto benessere! allora: cosa è piccolo e cosa è grande?

  2. Marina Says:

    già, sister: cosa è piccolo e cosa è grande? rinnovo l’abbraccio!

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