zink
Friday, January 16th, 2009Forse ho trovato un modo intrigante per stampare le foto digitali. Ieri dovevo commentare l’annuncio della prossima uscita (a marzo) della Polaroid PoGo digitale con stampante incorporata. Per ora si leggono solo recensioni e non si vedono le foto, però siccome è in circolazione da un po’ la stampantina portatile Pogo su cui la macchina è modellata, si conosce già la speciale carta su cui stampa. Inutile dire che l’azienda produttrice cerca di proporla come la futura alternativa “instant” per gli appassionati rimasti orfani delle pellicole uscite di produzione, che cercano disperatamente di “polaroidizzare” le loro foto digitali con le varie texture disponibili. In realtà si tratta di una nuova tecnica che non permette di usare i vecchi apparecchi e non replica le vecchie emulsioni delle pellicole. Al contrario delle vecchie cartucce da 10 pose, il caricatore non contiene batteria, che quindi si trova nella macchina, che sarà una meno-che-compatta da 5 megapixel, per essere una digitale un po’ un giocattolo. Costerà circa 200 dollari, come la stampantina portatile. E rispetto alle vecchie Polaroid meccaniche, che producevano un esemplare unico – cioè un oggetto in sé più che una copia – visto che memorizza gli scatti su scheda SD, la PoGo permetterà di stampare più volte lo stesso scatto. Come la vecchia pellicola, l’immagine ci mette circa 1 minuto a completarsi sulla carta. Nulla si sa delle ottiche. Come un tempo, si tratterà di un sistema chiuso, e si parla già, causa bancarotta e commissariamento dell’azienda produttrice, di possibile scarsità di rifornimento della carta, la Zink. Però, come si può vedere su Flickr, qualche fan della Polaroid l’ha testata usando la stampantina collegata al cellulare o a una macchina digitale. La Zink è una cartuccia di 10 foglietti con fondo staccabile adesivo (che costa circa un terzo delle vecchie pellicole, nei pacchi grandi anche un sesto), confezionata con la stessa grafica delle pellicole anni Settanta. Produce stampate non precise, piuttosto sgranate, bluastre o verdi, e anche imprevedibili, forse più simili ai risultati della Lomo. Non contiene inchiostro e quindi non richiede cartuccia, ma usa invece una nuova emulsione (a base di zinco) che si attiva col calore. Ah-ha! Ecco quindi i fan scatenati a provare una nuova forma di “Polaroid manipulation”, che rispetto a quella vecchia non ha nemmeno bisogno della foto, solo di forme di calore, dalle dita ai termosifoni alla frizione di oggetti. Penso che anche le zampe della B avrebbero da dire la loro! Stiamo a vedere. La macchina in sé sarà deludente, ma può essere intrigante stampare su Zink con la propria. Nel frattempo non mancano i detrattori, creativi come sempre, dalla maglietta “Zink stinks” alla didascalia betchacantdothiswithzink (scommettochequestononlopuoifareconzink). Vi auguro un bellissimo weekend – dopo le allegre scorribande con gli amici delle settimane scorse, conto che il mio sarà tranquillo, immerso nelle letture, comprensivo di una battaglia corpo a corpo con il capitolo 2 della seconda bozza del mio libro, e di vari scavi per futuri giacinti.
I may have found myself a new way to print digital photos. Yesterday I had to comment on the launch (next March) of the new digital Polaroid PoGo with instant printer enclosed. Up to now we can only read reviews but we can’t see pictures, but since the portable printer on which PoGo is based is already on the market, we know the special paper on which its prints. Needless to say, the manifacturing company tries to launch it as the instant alternative for Polaroid film orphans, who are desperately trying to “polaroidize” their digital pictures using available textures on pc. Actually it is a whole new technique, that doesn’t allow us to use our old cameras and doesn’t double the old film emulsions. As opposed to the old 10 pics cartridge, the pack doesn’t contain a battery, which is located in the camera/printer. The camera will be a 5 megapixels less-than-compact, a bit of a toy for a digital. It will cost around 200 $ like the portable printer. And compared to the old cameras, that allowed to produce only one specimen – more of an object than a copy – since it memorizes shots on an SD card, it allows to print more copies of the same shot. Like the old film, the image takes 1 minute to develop fully. We know nothing about the lens. As in the past, it will be a closed system, and there’s already rumours of discontinued avalaibility of the paper, since the company is going bankrupt. But – as we can see on Flickr, a few Polaroid fans have tested the paper by connecting the portable printer to their cell phone or digital camera. The Zink paper pack holds 10 small sheets of peelable adhesive paper, it costs a third to a sixth of the old film, and it’s wrapped up in the classic Seventies design package. As of now, it gives unprecise, grainy, bluish or greenish and kind of unpredictable prints, maybe closer to a Lomo print. It doesn’t contain ink nor cartridge, but instead uses a new zinc dye emulsion that is activated by heat. Ah-ha! There you go, crazy Polaroid fans trying to get a new form of “Polaroid manipulation”, that doesn’t even need a photo, just heat sources, from fingers to heaters to objects friction. I guess the B paws would have something to say too! Let’s wait and see. The camera may be disappointing, but it could be intriguing to print on Zink paper. In the meantime detractors abound, as creative as ever, from the “Zink stinks” t-shirt to the caption “betchacantdothiswithzink”. I wish you all a wonderful weekend – after the continuous partying with friends of the last weeks, hopefully mine will be quiet, immersed in reading, including a hand-to-hand combat with chapter 2 of my book second draft, and a bit of digging for future hyacints.









