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senza voce/voiceless

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Nei giardini di cui sotto ci sono due piccole serre simmetriche, ai lati del portone del palazzo dove si celebrano i matrimoni. Dopo una visita inquietante qualche anno fa, in cui trovai un deposito di portafogli rubati vuoti dietro a uno degli alberi secolari, questa volta ho avuto la bella sorpresa di ritrovare una delle due serre abbandonate tutta rimessa a nuovo e dedicata a coltivazioni biologiche. Pochi metri più in là, però, l’altra è ancora come la vedete qui sopra. In un certo senso la mia città è così. Una parte sciccosa e superzelante, e l’altra che è come fosse occupata dal gemello malvagio.
Scoperte impagabili per via del fatto di essere completamente afona da tre giorni: scenette molto divertenti con gli zii duri d’orecchi; i gatti sono stupefatti se produci strani suoni con la gola;  le persone ti parlano più dolcemente; e quanto sono poche ogni giorno le cose essenziali che ho da dire se rifletto prima di parlare.

In the gardens I mentioned below there are two small symmetrical nurseries, one for each side of the door behind the palace where weddings are celebrated. After a disquieting visit a few years ago, when I discovered a dump of empty stolen wallets behind one of the centenarian trees, this time I had the nice surprise of finding one of the neglected nurseries all refurbished and devoted to the growing of biological products. A few metres away, though, the twin one looked still the way you see it here above. Somehow, my city is like this. One side very chic and overzealous, and the other one taken up by the evil twin. 
Priceless discoveries out of being completely hoarse for the last three days: talking to deaf uncles and aunts turns out very funny; cats are stupefied if your throat is producing strange sounds; people talk softer to you; and how few are the essential things I have to say every day if I think before speaking.

One Response to “senza voce/voiceless”

  1. mole sister Says:

    per restare in tema, queste sono le mie scoperte impagabili date dal camminare lentamente: l’asfalto è pieno di piccoli tesori (perline, bottoni, fototessere, sassi e foglie dalle forme bizzarre); osservandoli a lungo, i colori (di case e alberi) sembrano più intensi; che tu corra velocemente o cammini molto piano, non puoi avere la certezza matematica di passare con il semaforo verde.

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